Consenso studio odontoiatrico e al trattamento dei dati personali e sensibili

⚠️⚠️⚠️Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2025 ⚠️⚠️⚠️
La presente versione del consenso informato sostituisce integralmente le precedenti. Ogni futura revisione sarà resa disponibile su questa stessa pagina, con data di aggiornamento chiaramente indicata. La prosecuzione del rapporto terapeutico implica l’accettazione della versione più recente.

Il paziente che ha compilato il modulo oppure contatta lo studio (per mail, telefonicamente o con qualsiasi altro mezzo di telecomunicazione) oppure visita il presente sito oppure accede allo studio, dichiara di essere stato informato e di aver accettato tutto quello che segue nel presente scritto.

Il paziente inoltre si impegna a rimanere informato su ogni aggiornamento relativo al presente scritto e, qualora continui a contattare lo studio (per mail, telefonicamente o con qualsiasi altro mezzo di telecomunicazione) oppure a visitare il presente sito oppure ad accedere allo studio, dichiara di essere informato e di aver accettato tutto quello che segue nel presente scritto.

Le finalità e le modalità del trattamento a cui sono destinati i dati, connesse con le attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, svolte dall’odontoiatria a tutela della propria salute; i soggetti o le categorie di soggetti ai quali dati personali possono essere comunicati (laboratorio odontotecnico, odontoiatri, collaboratori e fiscalisti) o che possono venire a conoscenza in qualità di incaricati; il diritto di accesso ai dati personali, la facoltà di chiedere l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione e la cancellazione nonché di opporsi all’invio, di comunicazioni commerciali la necessità di fornire i dati richiesti per poter ottenere l’erogazione di prestazioni odontoiatriche adeguate.

NOTIZIE SULLA OPERATIVITÀ DELLO STUDIO DENTISTICO DA RESTITUIRE FIRMATO PRIMA DELL’INIZIO DEL TRATTAMENTO

Gentile paziente, in data auto maggio entrata in vigore la legge 31 dicembre 1996 n.675 “tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali”.

La normativa prevede alcune incombenze per il medico curante che, per la sua attività professionale ha la necessità di raccogliere, registrare in archivio cartaceo o informatico e utilizzare dati personali degli assistiti, cartelle cliniche, fotografiche.

In particolare, ai sensi degli art. 9-10-11-12-13 e 14 della legge citata, si rende necessario, per il medico, acquisire il consenso scritto del paziente che lo autorizza a detenere e utilizzare quanto sopra.

Il consenso concesso dal paziente al medico di fiducia, (in questo caso il dentista) si estende, per evidenti motivi di continuità terapeutica, anche ai collaboratori del medico di fiducia stesso. Sia per esplicito ha dettato dalla legge di cui sopra che per un opportuno consenso informato, desidero che ogni paziente conosca le condizioni in cui opera a questo studio, come si svolgerà la cura a cui si sottoporrà via erba e cosa ci si attende da lui a fronte dell’impegno professionale che l’intero staff assicurerà.

Tutela della privacy

Il paziente è tenuto a fornire al dottore tutte le informazioni che possono essere utili ai fini terapeutici, anche se esulano dal campo strettamente dentale. Tutto ciò è ovviamente protetto dal segreto professionale. Anche le fotografie, che necessariamente devono essere scattate a documentazione del caso, sono di esclusiva pertinenza medica e non verranno divulgate. Il paziente autorizza peraltro fin d’ora il curante ad usare tutte le documentazioni raccolte, ai fini scientifici e didattici.

Terapia conservativa e endodontica

Per l’otturazione o la ricostruzione dei denti trattati si utilizzano materiali che possono essere provvisori e come tali sono soggetti ad usurarsi in superficie o anche a staccarsi, nonché materiali definitivi quali l’amalgama d’argento (comunemente ha detto piombatura), lega composta da diversi materiali tra cui il mercurio, il rame e lo stagno e le resine composite, il cemento vetroioniometrico ed il compomero, materiale in ceramica (chiamata empress) che sono diversi per natura, estetica e durata. Personalmente non consiglio l’uso dell’amalgama d’argento in quanto attualmente diversi studi lo associano a vari tipi di problemi: accumulo e di intossicazione da parte del mercurio e d’altri metalli pesanti, compresa di correnti elettriche endorali.

L’obiettivo delle nostre terapie e la conservazione del dente, se possibile vitale. in particolari situazioni quali cari e molto profonde, possono persistere dopo la cura, per periodi più o meno lunghi, dei sintomi persistenti (sensibilità al caldo e al freddo e dolore). questi problemi, in situazioni limite, possono accentuarsi dando origine a patologie più complesse con questa evoluzione:

  1. carie profonda
  2. infiammazione acuta della polpa
  3. morte del dente
  4. ascesso che necessitano di immediata terapia endodontica.

Nella terapia endodontica vengono utilizzati cementi canalari per lo più in associazione con la guttaperga (gomma). Possono essere effettuate medicazioni temporanee con prodotti specifici mentre la ricostruzione dei denti devitalizzati avviene con materiali indicati precedentemente e l’utilizzo o meno di perni endocanalari in fibra di carbonio in lega aurea. Nei denti devitalizzati è prevedibile una percentuale di insuccesso o di recidive che richiedono il ritrattamento, nel 5% dei casi. È inoltre frequente, al lungo termine, la frattura dei denti devitalizzati, causata da una eccessiva perdita di tessuto dentale sano e della eccessiva fragilità del tessuto del dente devitalizzato. Il rischio è di dover procedere all’estrazione del dente, mentre tutto questo si può ridurre con la protesizzazione preventiva del dente mediante una corona (comunemente detto incapsulamento).

Alcuni metodi di terapia medica non convenzionali consigliano l’eliminazione mediante rigorosi protocolli, delle amalgame dentali presenti in bocca. questo studio, se richiesto esplicitamente dal paziente, applica tali protocolli che danno quantomeno un sicuro beneficio estetico, mai nessun caso il paziente si deve attendere la certezza del risultato, come del resto in tutte le prestazioni mediche all’infuori dalla chirurgia plastica.

Protesi mobile

Le complicazioni derivanti da queste protesi possono essere numerose, ma nella maggior parte dei casi non sono particolarmente rilevanti. Si possono avere lesioni mucose da decubito, dolore degli elementi dentali portanti agli appoggi nella protesi parziale, e una maggiore sensibilità degli stessi alla carie ed ai problemi paradontali. Nella protesi totale, il problema più sentito è l’instabilità, che spesso è collegata a situazioni anatomiche e funzionali del paziente, anche variabili nel tempo, che può essere prevenuta mediante l’uso di opportuni adesivi e la ribasatura della protesi mobile. Un uso non corretto delle protesi mobili, con particolare riferimento ad una igiene orale insufficiente, può provocare infezioni delle mucose orali. L’appoggio mucoso della protesi mobile può nel corso del tempo provocare un incremento del riassorbimento osseo delle creste alveolari del mascellare superiore ed inferiore, per cui è necessario un controllo periodico con ribasatura delle selle dentali e cambio dei denti quando questi si presentino eccessivamente usurati.

Solitamente, questa è la parte più costosa di una prestazione odontoiatrica. I materiali utilizzati sono essenzialmente due: Oro-Resina, ottimamente tollerata, adattabile e funzionalmente molto indicata, ma che ha scarsa validità estetica in quanto la resina, biologicamente non completamente neutra, è deteriorabile con facilità nel tempo. L’Oro-Ceramica determina risultati esteticamente ottimali, anche se comporta tempi lievemente più lunghi di esecuzione.

I monconi protesici possono essere elementi dentali o impianti endoossei. Nel primo caso, la terapia comporta il sacrificio biologico del tessuto dentale sano, per cui è possibile una ipersensibilità residua, mentre raramente compare la necessità di dover devitalizzare i denti preparati.

La durata della terapia può essere lunga e con possibili disagi temporanei legati all’uso di protesi provvisorie. Questa richiede maggiore difficoltà tecniche da parte del dentista ed impegno nelle manovre d’igiene orale da parte del paziente, in quanto questa dovrà essere costante nel tempo per il pericolo che si carino i monconi di sostegno. C’è comunque la possibilità di dover rivalutare il programma terapeutico nel corso di lunghi trattamenti.

Le possibili complicazioni possono essere legate all’esecuzione tecnica del manufatto, non verificabili dall’odontoiatra (esempio: bolla d’aria in una saldatura o in una ceramica che ne determinano la frattura o il distacco di una faccetta estetica), ricordando comunque che, essendo il manufatto protesico sottoposto al carico occlusale, sarà soggetto al naturale processo di usura nel tempo.

PROTESI FISSA

Le protesi fisse rappresentano una soluzione definitiva per ripristinare l’estetica e la funzionalità dei denti danneggiati, mancanti o malposizionati. Per denti estrusi o non perfettamente allineati, si utilizzano strutture protesiche avanzate in grado di garantire il ripristino sia estetico che funzionale.

La durata riconosciuta dei manufatti protesici realizzati sia su impianti che su denti naturali è stabilita in un massimo di 5 anni. Tuttavia, questa garanzia è limitata ai soli casi di distacco delle componenti bianche (ceramica o composito) dalla struttura metallica interna. Le fratture delle superfici bianche causate dalla masticazione, il serramento o il digrignamento dentale sono considerate forme di usura fisiologica e non rientrano nella garanzia.

Il riconoscimento della garanzia è subordinato alla presenza del paziente a controlli di igiene orale e occlusali ogni sei mesi, comprensivi di eventuali accertamenti radiologici. Il mancato rispetto di questa periodicità invalida automaticamente ogni garanzia precedentemente concordata.

L’uso della zirconia, un materiale ceramico assimilabile alla porcellana, offre elevati standard estetici e di resistenza. Tuttavia, la pianificazione e l’applicazione di protesi in zirconia richiedono una consultazione diretta con il paziente, durante la quale vengono valutate le specifiche esigenze cliniche per garantire risultati ottimali.

Nei casi più complessi, il trattamento con protesi fissa può essere combinato con altre terapie, come l’implantologia o interventi sull’articolazione temporo-mandibolare (ATM), per ottenere una buona occlusione e migliorare la qualità della vita del paziente.

IMPLANTOLOGIA

L’implantologia osteointegrata con viti di titanio è oggi una tecnica affidabile. Tuttavia, come tutte le attività medico-chirurgiche (e quindi anche odontoiatriche), non può essere garantito il risultato, in quanto questo può dipendere anche da condizioni sfavorevoli indipendenti dalla perizia del dentista.

In realtà, nella maggior parte dei casi, l’unico rischio che si corre è quello della mancata osteointegrazione dell’impianto nell’osso, il che comporta la sua espulsione (erroneamente chiamata rigetto). Solitamente, se ne può ritentare l’applicazione dopo qualche mese.

Per l’integrazione ossea dell’impianto sono necessari indicativamente circa sei mesi, tenendo presente che la struttura ossea della mandibola è più favorevole di quella della mascella.

L’attecchimento dipende comunque dalla reazione fisiologica del suo organismo e dal sito di inserimento; solo dopo una completa osteointegrazione si potrà procedere alla terapia protesica. Nel caso in cui si prevede l’applicazione di una protesi fissa, la informo che la stessa potrebbe risultare esteticamente poco gradevole, sia a livello del margine gengivale (dipenderà dalla guarigione della gengiva) sia per la morfologia degli elementi protesici su impianti, che devono seguire canoni occlusali ben definiti.

Un altro rischio che si può correre in implantologia è la lesione del nervo alveolare inferiore. Sono solito prendere tutte le precauzioni, radiografiche in particolare, per evitare che questo inconveniente, che per gravità ed evoluzione è simile a quanto descritto al paragrafo relativo alla chirurgia dei denti del giudizio.

In alcuni casi, il rischio permane comunque ed è bene che il paziente lo sappia.

I controlli vengono fatti con una frequenza di circa 3-4 mesi per circa un anno dopo l’avvenuta protesizzazione e carico degli impianti, con le opportune radiografie.

Gli impianti utilizzati in questo studio, dal 1989 al 2024, appartengono ai seguenti marchi: Brånemark (89-92), Bicon, Sweden & Martina, Straumann (conosciuti come Bonefitt negli anni ’90), e Sustainn. Su richiesta, possono essere fornite informazioni aggiuntive, come fotografie reali e radiologiche, per ogni tipo di impianto.

Gli impianti dentali sono fissati all’osso e non possono essere spostati. La loro durata dipende da una corretta manutenzione e igiene orale, piuttosto che da trattamenti aggiuntivi.

Attualmente, la maggior parte degli impianti utilizzati in questo studio proviene da produttori svizzeri, come Straumann, rinomati per la loro qualità e affidabilità.

Bicon

Brånemark (89-92)

Bonefitt(Straumann) – Sweden & Martina(Stark)

Sustainn

I manufatti protesici in zirconia vengono realizzati esclusivamente su esplicita richiesta del paziente. La scelta di tale materiale deve essere discussa e approvata durante il piano terapeutico, in quanto comporta specifici costi, tempistiche e implicazioni tecniche. La zirconia non è considerata opzione standard presso questo studio.

I manufatti protesici in zirconia, pur offrendo eccellenti risultati estetici e meccanici, non possono essere ritoccati o riparati in caso di scheggiature o fratture. In tali situazioni, l’unica soluzione possibile è la sostituzione dell’intero manufatto. Questa caratteristica deriva dalla struttura del materiale, che non consente interventi di saldatura o ricottura senza comprometterne la stabilità. È pertanto importante che il paziente sia consapevole di tale limitazione prima della scelta terapeutica.

PIANI DI CURA E CONTROLLI PERIODICI

Per garantire il mantenimento della salute orale e il corretto funzionamento dei trattamenti eseguiti, si raccomanda ai pazienti di seguire il seguente calendario di controlli:

  • Impianti parodontali: controllo ogni 3-4 mesi per monitorare l’integrazione dell’impianto e prevenire eventuali complicazioni.
  • Ortodonzia ordinaria: controllo inizialmente ogni 3-4 mesi, poi ogni 6 mesi o una volta all’anno, in base all’evoluzione del trattamento.
  • Ortodonzia infantile: controllo ogni 6 mesi per valutare la crescita cranio-facciale e monitorare la permuta dentale.

CHIRURGIA DEGLI OTTAVI E DEI PREMOLARI SITUATI NELL’ ARCATA MANDIBOLARE( I DENTI DEL GIUDIZIO).

L’estrazione dei denti del giudizio inclusi è spesso resa necessaria dal piano di trattamento. Pur trattandosi di un intervento di media difficoltà, non comporta particolari rischi, tranne la possibile comparsa di una parestesia al labbro quando l’estrazione del dente inferiore si accompagni alla lesione, a volte inevitabile, del nervo alveolare posteriore.

Tale parestesia, quasi sempre reversibile in tempi più o meno lunghi, può in rarissimi casi diventare purtroppo permanente. Ciò può accadere anche per interventi di apicectomia per molari e premolari o per asportazione di grosse cisti radicolari o denti inclusi.

Il costo di questa estrazione viene preventivato relativamente ad un intervento di media difficoltà ed è pertanto possibile una variazione nei casi che si rivelassero più impegnativi.

DISFUNZIONI CRANIO-MANDIBOLO-VERTEBRALI

Il trattamento che sta per ricevere è di natura ortopedica (agisce cioè sulla posizione dell’osso, non del dente) e otterrà la correzione della sua relazione intermascellare. Questo permetterà ai muscoli che sono in spasmo di rilassarsi e ridurre il dolore.

L’uso di un apparecchio ortodontico (bite, ortottico, etc.) aiuta a ristabilire la correlazione intermascellare corretta. Dopo il completamento della terapia dell’articolazione temporo-mandibolare, sarà necessario un ulteriore trattamento dentale per stabilizzare permanentemente l’occlusione corretta.

Essendo la risposta della terapia variabile da individuo ad individuo, potrebbe succedere che alcuni dei benefici si perdano e che sia necessario utilizzare una bite di permanenza solo per la notte.

Il tipo e l’ammontare delle cure dentali future non sono compresi nella sua terapia dell’articolazione temporo-mandibolare e si determineranno al termine della stessa.

La sua terapia per l’articolazione temporo-mandibolare comprende quanto segue: ristabilimento ortopedico della correlazione intermascellare, insegnamento di trattamenti muscolari da eseguire a casa, manipolazioni vertebrali, prescrizioni farmacologiche e/o dietetiche. È da tenere presente, circa il preventivo, che andranno conteggiati a parte, oltre alla visita, eventuali radiografie, estrazioni, otturazioni, ortodonzia, protesi, interventi di chirurgia paradontale e sedute di igiene orale e di fisioterapia o logopedia.

Le terapie proposte e l’applicazione di placche di riposizionamento mandibolare si basano in gran parte sulle esperienze cliniche di un gran numero di operatori. È un argomento di grande attualità sul quale si sta ancora studiando; attualmente è considerata una terapia valida ed efficace, alla luce di centinaia di casi trattati con successo, anche se, ovviamente, si devono denunciare alcuni casi significativi di insuccessi. Questi, per la maggior parte, sono da imputare al mancato controllo da parte del paziente del serramento dei muscoli della masticazione, nonostante i trattamenti e gli esercizi domiciliari. In questi casi di mancata collaborazione, non esiste possibilità di successo, e il paziente deve affrontare in altra sede la radice emotiva del problema.

Ancora, a volte non è possibile curare definitivamente la sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare: i sintomi vengono eliminati, ma la parte resta comunque debole a causa dei danni già subiti prima del trattamento. Se si verifica un trauma, si fa uno sbadiglio troppo ampio, si tiene costantemente una postura scorretta, si mangiano cibi duri masticando sempre da una sola parte, si digrignano i denti, eccetera, i sintomi, in parte, si possono ripresentare.

LA PRIMA FASE DELLA TERAPIA ORTODONTICA-LA FASE PRECOCE 8/11

La terapia ortodontica precoce è quella che si mette in atto sui bambini che hanno meno di 9/10 anni. Questa è effettuata mediante apparecchiature mobili o parzialmente fisse (espansore rapido, archi palatali), e dura da uno o due anni. Non si rivolge alla correzione delle discrepanze dentali, all’estetica del corretto allineamento dei denti, ma lavora esclusivamente sull’osso. Precisamente sulla posizione reciproca di mascella e mandibola, determinando i corretti rapporti trasversali e/o longitudinali fra loro. Queste manovre sono messe in pratica per determinare nel futuro (11/13 anni) la miglior posizione possibile delle ossa craniche fra loro, e quindi il più opportuno allineamento dei denti.

Entro i 9-10 anni, l’obiettivo non è quindi l’estetica dentale dell’adulto, ma il corretto sviluppo delle ossa, mascellare superiore e mandibola, che conterranno i denti dell’adulto.

Se queste ossa sono costrette, mal posizionate, o comunque non rispettano i canoni della corretta crescita cranica, si avrà la predisposizione alla malocclusione dentale che inizierà dopo la normale permuta dei denti, cioè a 12/13 anni. I denti, cioè, tenderanno a nascere e posizionarsi storti.

Quindi, alla fine della terapia ortodontica precoce, non bisogna aspettarsi il corretto allineamento dei denti permanenti, ma la corretta posizione fra loro di mascella e mandibola. Questo predispone ad una regolata eruzione e collocazione dei denti permanenti (dell’adulto), ma, se ciò non avvenisse pienamente, sarà necessario eseguire un ciclo di terapia ortodontica fissa (mediante i brackets e i fili) per regolarizzare la posizione dei denti.

Il preventivo legato alla terapia ortodontica mobile le è stato comunicato, mentre l’eventuale preventivo per la terapia ortodontica fissa, se necessaria, si preparerà una volta completato il primo ciclo, e sarà determinato, se indispensabile, dal risultato raggiunto di questa prima importante fase.

LA TERAPIA ORTODONTICA NELL’ADULTO (12 ANNI E PIÙ)

Le è stata comunicata la durata prevedibile della cura: i tempi di trattamento sono individuali, variano da caso a caso e possono essere talvolta difficilmente prevedibili con esattezza. Oltre alle caratteristiche soggettive del caso, il tempo del trattamento dipende anche dalla motivazione e dalla collaborazione del paziente, dalla puntualità e dall’assiduità ai controlli, e dall’impegno personale nel seguire le indicazioni del dottore, in particolare per quanto riguarda l’uso dei dispositivi extraorali e dei dispositivi rimovibili in genere.

In casi di scarsa collaborazione da parte del paziente, aumenteranno inevitabilmente i tempi del trattamento ortodontico, con relativo addebito, e potrebbe anche essere necessario sospendere la prestazione professionale per la cura.

La frequenza dei controlli varia e dipende dal giudizio del curante; solitamente comporta una visita ogni 30 giorni, ma può essere più frequente, in particolare nei primi mesi o in fase di rifinitura, e si dirada quando il caso risulta ormai impostato.

Il costo della cura ortodontica è stato comunicato. Tale formula tiene già conto dei prevedibili cali di assiduità in occasione di vacanze, impedimenti o malattie del paziente o del dottore, a meno di comprensibili situazioni del tutto particolari, che saranno eventualmente concordabili di volta in volta. Il costo della cura ortodontica comprende tutto ciò che riguarda specificatamente l’ortodonzia (archi, molle, trazioni, apparecchi fissi, apparecchi di contenzione, controlli ecc.). Vanno conteggiati a parte, oltre alla visita, eventuali radiografie, estrazioni, otturazioni, protesi, interventi di chirurgia parodontale e sedute di igiene orale e di logopedia.

L’applicazione dei dispositivi di attacco sui denti richiede una maggiore attenzione del paziente alla propria igiene orale: non sono gli apparecchi che cariano i denti, ma il ristagno di placca dovuto ad una scorretta o inadeguata igiene. Un’adeguata igiene orale è sufficiente (ma necessaria) a superare il problema senza alcun danno. Una certa igiene professionale routinaria sarà assicurata a cura dello studio, ma in casi di scarsa motivazione o manifesta trascuratezza da parte del paziente, le sedute di igiene saranno addebitate.

Tutte le cure ortodontiche sono potenzialmente esposte al rischio di riassorbimenti radicolari, fenomeno tuttora privo di una chiara giustificazione scientifica ma per fortuna relativamente raro (in questi casi i denti mostrano, durante il trattamento, la tendenza al progressivo accorciamento delle proprie radici, fino alla caduta, nei casi più gravi, del dente stesso).

È importante sapere che alla fine della terapia sarà necessario portare un apparecchio di contenzione notturno e che la mancata osservazione di tale prescrizione predispone al rischio di recidive della malocclusione per la quale si è praticata la terapia.

Nei pazienti adulti, il supporto osseo non può più essere modificato come nei pazienti in crescita. Pertanto, i trattamenti ortodontici devono adattarsi allo spazio disponibile e potrebbero richiedere terapie complementari, come implantologia, protesi fissa o terapie ATM. Nei casi più complessi, può essere necessario un intervento maxillo-facciale.

ORTODONZIA E ORTOPEDIA DENTO-FACCIALE

Esistono alcune disarmonie dentali e scheletriche che non possono essere corrette solo con il movimento dei denti.

Il concetto della doppia chiusura si propone come un’alternativa all’intervento chirurgico per la correzione della posizione delle ossa mascellari. La correzione di quelle disarmonie scheletriche caratterizzate da una mandibola posizionata troppo all’indietro o più piccola del normale viene di solito ottenuta attraverso la combinazione di trattamento ortodontico e successivo intervento chirurgico, con l’obiettivo di spostare la mandibola in avanti. Il concetto della terapia con doppia chiusura prevede di abituare la mandibola a funzionare in una posizione avanzata e di muovere ortodonticamente i denti, facendo riferimento a quella posizione mandibolare. Tutto ciò genera una seconda posizione mandibolare o molteplici posizioni della mandibola, sostenute dal controllo muscolare.

L’idea di creare una doppia chiusura si pone come alternativa alla chirurgia. È possibile muovere la mandibola in avanti considerevolmente, con uno sforzo contenuto. Spesso la mandibola può venire ad essere ben allineata con il mascellare superiore semplicemente quando è portata in avanti dal paziente; tutto ciò produce inoltre un significativo miglioramento del profilo dei tessuti molli. Tuttavia, la mandibola non rimarrà in questa posizione se i denti non sono adeguatamente intercuspidati tra loro e i muscoli non sono stati allineati a funzionare agevolmente in questa posizione. Il trattamento con doppia chiusura utilizza un apparecchio concepito per mantenere la mandibola nella posizione desiderata, facilitando così la rieducazione dei muscoli. Mentre la mandibola viene mantenuta in questa posizione, l’ortodontista può riposizionare i denti in modo che siano correttamente interdigitati. Questo trattamento richiede un minimo di due anni, ma può essere necessario anche un periodo di tempo più lungo a seconda della cooperazione e della risposta individuale del paziente al trattamento.

Il condilo della mandibola è alloggiato in una piccola fossa di un osso del cranio. Quando viene realizzato questo trattamento con doppia chiusura, il condilo viene posizionato nella parte anteriore della fossa. Non è stato finora condotto alcuno studio a lungo termine per determinare se qualche effetto negativo possa risultare da questa posizione. Se il paziente accetta il trattamento, lo fa consapevolmente del fatto che potrebbero esserci problemi a lungo termine e che esiste un’alternativa chirurgica per la correzione della malocclusione, che è stata volutamente non scelta.

QUESTIONARIO ANAMNESICO

Le risposte presenti sul questionario anamnestico sono strettamente riservate e protette dal vincolo del segreto professionale.

I dati personali riguardanti lo stato di salute saranno trattati secondo le disposizioni della legge 675/96, nel rigoroso rispetto della privacy del paziente.

Si ricorda che ogni risposta non sincera rappresenta un rischio per il paziente, per il medico e per tutto il personale dello studio, e può ostacolare la riuscita ottimale di ogni terapia.

Ogni riferimento presente qui al questionario anamnestico fa riferimento a quello compilato durante la fase di registrazione.

RAPPORTI CON I COLLEGHI

Si informa che i rapporti con altri colleghi, medici e dentisti, devono essere caratterizzati dalla massima correttezza.

Invitiamo tutti i pazienti, anche se scontenti di precedenti esperienze, a non riferirle con termini offensivi.

Sottolineo che nessun paziente può essere in cura in questo studio se ha interrotto ogni rapporto, anche economico, con il precedente curante, a meno che non si tratti di un chiaro rapporto di collaborazione. È invece possibile essere visitati per un consulto anche se il paziente è già in trattamento altrove. È chiaro che ciò che verrà detto nel consulto non deve suonare come critica del precedente operato, ma evidenzia sostanzialmente il personale parere del professionista ed un eventuale progetto di trattamento. Se differisce da quello di un altro collega, non è detto sia per questo migliore o più giusto.

In caso di trasferimento o cambio curante, i pazienti riceveranno tutte le informazioni disponibili sugli impianti utilizzati, inclusi marca, modello, immagini reali e radiologiche, per garantire una continuità terapeutica ottimale.

Sicurezza, Sterilizzazione e ambiente


Lo studio adotta un approccio ecosostenibile per garantire la massima igiene e sicurezza, utilizzando prodotti di sterilizzazione a basso impatto ambientale. I materiali recuperabili, come le piccole plastiche non contaminate, vengono separati e smaltiti correttamente, evitando il conferimento nei rifiuti speciali e contribuendo alla sostenibilità ambientale.

Per garantire un ambiente sicuro e salubre, l’aria all’interno dello studio viene costantemente purificata tramite sterilizzatori d’aria Golmarr, presenti sia nelle sale operative che in sala d’attesa. Questo sistema riduce la presenza di agenti patogeni, migliorando la qualità dell’aria per pazienti e staff.

Inoltre, per la pulizia degli ambienti, lo studio utilizza esclusivamente solventi biodegradabili forniti da Golmarr, certificati per il rispetto degli standard di sostenibilità ambientale.

CONCLUSIONI

La sospensione del trattamento, su richiesta del paziente, che dovrà essere esplicitata per iscritto, solleverà il curante da ogni responsabilità su eventuali aggravamenti e comporterà l’obbligo del saldo della parcella relativa alle prestazioni in corso.

La sospensione del trattamento può essere richiesta anche dal professionista nei casi in cui il rapporto di fiducia, disponibilità e collaborazione venga a mancare.

Per ottenere una buona occlusione nei pazienti adulti con situazioni complesse, è spesso necessaria una combinazione di terapie, tra cui implantologia, protesi fissa e terapie dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM). Nei casi più gravi, potrebbe essere richiesto un intervento di chirurgia maxillo-facciale.

Dichiaro di essere stato informato sui trattamenti a cui sarò sottoposto e di essere consapevole dei rischi e delle complicazioni che potrebbero derivare ed essere connessi a tali trattamenti. Le tecniche sono affidabili e largamente praticate dalla professione odontoiatrica. Tuttavia, tali pratiche, come accade in tutte le discipline mediche, non sono esenti da un certo margine di rischio, anche se attuate con perizia, prudenza e diligenza.

Presto pertanto il mio consenso alla terapia che mi è stata illustrata e spiegata. Dichiaro anche di essere stato informato sulle tariffe dello studio e di accettare le modalità di pagamento abitualmente proposte. Il mio consenso comprende l’accettazione per la tutela della privacy ed il questionario anamnestico.

Con l’evoluzione delle tecnologie sanitarie, delle tecniche protesiche e delle esigenze espresse dai pazienti, il presente consenso informato potrà essere aggiornato nel tempo. È responsabilità del paziente monitorare le eventuali modifiche apportate al contenuto pubblicato su questo sito o comunicate in studio, considerandone la validità implicita in caso di prosecuzione del rapporto terapeutico.

Informa il tuo medico che approvi

In caso di mancata risposta, per i motivi detti sopra, si considera comunque accettato quanto sopra.

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